Storia della plastica: tutto cominciò con una palla da biliardo
7 Ott 2025Curiosità
Inauguriamo una serie di articoli dedicati alle principali curiosità sulla storia della plastica. Oggi raccontiamo gli albori di questo materiale: il più usato al mondo, ma anche il più discusso.
Si fa presto a dire plastica. Oggi la plastica è ovunque: confezioni, imballaggi, utensili di ogni genere. Ma anche elementi a cui non pensiamo, come le prese di corrente, i cd e i dvd, i manici delle pentole o della moka, i tessuti tecnici, e addirittura alcune parti di automobili, scafi e aerei. Ma quando è cominciata esattamente la sua fortuna?
Pochi sanno che la storia della plastica ha origini affascinanti, legate a sfide scientifiche, grandi invenzioni e a un desiderio: sostituire materiali naturali sempre più scarsi. Occorre infatti ricordare che i materiali plastici non esistono come tali in natura, ma sono polimeri creati dagli esseri umani.
Nel caso delle plastiche tradizionali, la materia prima è costituita dagli idrocarburi come il petrolio. Nel caso delle plastiche riciclate, il materiale di partenza sono altre plastiche. Nel caso della plastica biodegradabile, si parte invece da risorse come l’amido di mais o alcuni polimeri naturali. Ma torniamo all’inizio della storia!
Eccoci negli Stati Uniti, a metà Ottocento. Il settore delle palle da biliardo sta rischiando la crisi. Questo perché sono fatte in avorio, un materiale ricavato dalle zanne di elefante. A causa della caccia indiscriminata, l’avorio comincia a essere sempre più raro e costoso. Occorre quindi trovare una soluzione. Nel 1863, una fabbrica di New York lancia quindi una sfida con tanto di premio: 10.000 dollari per chi riesce a trovare un materiale alternativo all’avorio per costruire le palle da biliardo.
A raccogliere il guanto è John Wesley Hyatt, un inventore autodidatta che nel 1869 sviluppa la celluloide, una sostanza derivata dalla nitrocellulosa e dalla canfora. La celluloide si presenta come un materiale economico, che può essere stampato in varie forme: un vero e proprio antesignano della plastica moderna. Sebbene infiammabile e di certo non perfetto, è una vera rivoluzione.
La celluloide brevettata da Hyatt ha infatti il suo momento di gloria. Pur concepita per risolvere il problema delle palle da biliardo, trova presto altri impieghi. Viene impiegata per costruire pettini, stoviglie, ma soprattutto pellicole fotografiche e cinematografiche. Ѐ grazie a questo nuovo materiale che il nascente settore della fotografia fa un salto di qualità. Ed è sempre grazie alla celluloide che, sul finire dell’Ottocento, prende piede il cinema!
Ma la celluloide non è stata l’unica invenzione antesignana della plastica. La prima materia ancora più simile è, in genere, considerata la parkesina (o xylonite). Si tratta di una sostanza semisintetica prodotta dal chimico inglese Alexander Parkes tra il 1861 e il 1862, quindi ancor prima della celluloide. Anch’essa simile all’avorio, venne usata per creare bottoni, pettini e gioielli. Come dire: che si tratti di Inghilterra o Stati Uniti, alla metà dell’Ottocento ormai i tempi erano maturi per una nuova invenzione che, nel secolo successivo, troverà la sua massima fortuna e diffusione.


